VERSO LA NUOVA SINISTRA

Il cammino della nuova sinistra è cominciato

aaa_015_640“L’Italia ha bisogno di una sinistra”. E’ con queste parole che Moni Ovadia, teatrante come lui ama definirsi, ha aperto la conferenza stampa convocata per presentare un documento importante, quello scritto a seguito delle due riunioni del Tavola della Costituente della Sinistra che si sono tenute nelle scorse settimane. “Gli uomini e le donne di quel Tavolo si sono assunti la responsabilità di fare una proposta” ha affermato Maria Luisa Boccia, quella appunto contenuta nel Documento e che risponde all’affermazione di Ovadia “Abbiamo una grande ambizione politica – ha aggiunto la Boccia – quella di costruire un soggetto di sinistra in grado di stare nel cambiamento”. Si, cambiamento è stata una delle parole più pronunciate nel corso della mattinata. Il cambiamento è quello salutato dalla elezione di Obama a presidente degli Usa che dimostra secondo Ovadia che “l’utopia ha oggi spazio e funzione” e va quindi rincorsa e possibilmente realizzata.
Ci sono altre due parole  più e più volte ripetute dai partecipanti all’incontro. E’ stato Claudio Fava, coordinatore nazionale di sinistra democratica a mettere in evidenza l’importanza del significato di questi due vocaboli:  umiltà e generosità.  Due termini importanti perché riassumono e rendono evidenti che l’operazione politica che oggi è stata annunciata non è ne la sommatoria di gruppi dirigenti di partiti esistenti, ne la confluenza di qualcuno dentro qualcun altro. Quello avviato è un cammino di costruzione di “un soggetto politico che sia nuovo – è ancora il leader di Sd a parlare - anche nel modo in cui si sta insieme. Non ci sono ne padroni di casa ne ospiti. Tutti insieme, noi e tutti coloro i quali vorranno unirsi a noi, dovremo costruire quella sinistra di cui parla Ovadia, che non solo sappia ascoltare ma che sappia ancje tornare a farsi capire”. 
Anche nelle parole del governatore della Puglia Niki Vendola è ritrovato il senso di quanto affermato da Fava. Vendola infatti ha tenuto ha prendere le distanze dalla dialettica interna al suo partito affermando che “Oggi è stato presentato un cantiere,  un percorso che deve portarci anche a scrivere il nuovo vocabolario della sinistra. Perché – ha aggiunto -  non sono i congressi che segnano la storia del mondo ma è la storia del mondo che deve segnare i congressi. E dallo scorso aprile la storia del mondo e dell’Italia è certamente cambiata”.
La storia del mondo è certamente cambiata. Non è necessario per accorgersene guardare al di là dell’oceano.  Basta osservare l’immensa marea montante dell’Onda. Immensa non solo per il numero di ragazzi e ragazze che invadono le strade delle nostre città, immensa per la radicalità dei contenuti, per la serietà delle analisi, per la consapevolezza delle rivendicazioni, per la capacità di partire dal particolare –la millantata riforma di scuola e università – per ragionare sul futuro del paese.    Ed allora le forme, le pratiche,  i modi di essere dei soggetti della sinistra che fino ad oggi hanno popolato la politica nel nostro paese non sono più sufficienti, ne sono più adeguate le piattaforme approvate nei vari congressi della scorsa estate.
Occorre davvero mettersi di nuovo tutti e tutte in cammino per riuscire nell’impresa evocata da Giorgio Parisi: “Nel corso degli anni c’è stata una separazione sempre più forte tra il ceto politico e coloro che fanno politica in modi alternativi nei movimenti e nel volontariato. Noi vogliamo mettere fine a questa separazione deleteria per la sinistra, vogliamo costruire un soggetto politico nuovo che sia diverso dagli altri nella forma e nei modi, che possa rivendicare orgogliosamente la propria diversità”.  E per compiere questa impresa non è sufficiente, ha affermato Gianni Mattioli  “sommare le idee che ci sono. Occorre trovare idee nuove da cui ripartire”
Nel documento presentato al Centro Congressi Cavour è indicato uno strumento, l’Associazione “per la Sinistra”, che insieme ad altri che già esistono, comitati e associazioni locali, tavoli per la Costituente che hanno già cominciato ad operare e un percorso fatto di compagne e iniziative tematiche, di una assemblea nazionale ipotizzata per il 13 di dicembre dalla quale avviare una grande consultazione popolare e di massa su nome, simbolo e carta di intenti.  I nomi in calce al Documento sono quelli dei partecipanti alle prime due riunioni del Tavolo, quelli e quelli che si sono  assunti la responsabilità di proporre l’avvio di un percorso. Ma questo progetto vivrà solo se in tanti e tante decideranno di partecipare e dare il proprio contributo di idee, saperi, passioni. Cominciando magri sottoscrivendo il Documento.

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